• Il salvataggio di una giraffa, una rana “trasparente”, una medusa paralizzata: gli editor di National Geographic hanno selezionato tra migliaia di immagini queste straordinarie 28 fotografie di animali.

DA NATASHA DALY FOTOGRAFIE DI (A CURA DI) KATHY MORAN 3 GEN 2022, 09:17 CET

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I beluga sono animali curiosi e giocosi. Al largo dell’Isola di Somerset, nell’Artico canadese, sono stati osservati prendere dei sassi e passarseli, oppure ondeggiare con dell’alga sulla testa, portandola come se fosse una corona o una parrucca. Quasi 2.000 beluga si ritrovano qui ogni estate, allevando i piccoli e dialogando con fischi e squittii e nuotando in varie formazioni con amici e componenti della famiglia. La cultura dei beluga si basa su relazioni sociali che durano tutta la vita, e gli scienziati ipotizzano che siano una delle tante specie di balene che condividono tradizioni culturali non molto dissimili da quelle umane (da “The hidden world of whale culture” (Il mondo nascosto della cultura delle balene, N.d.T.) aprile 2021).FOTOGRAFIA DI BRIAN SKERRY

Questo giovane beluga, circondato dalla propria famiglia, scivola sul roccioso fondale marino. Dalla sua bocca sporge un sasso piatto: un “giocattolo” da passare ai propri compagni di gioco.

Gli scienziati ritengono che i beluga abbiano complesse strutture sociali: si comunicano le rotte di spostamento, usano richiami specifici, forse per comunicare la propria identità, giocano tra loro rincorrendosi, agitando la coda e compiendo salti e volteggi in acqua, scivolano sul fondale marino sfregando le superfici ruvide per grattarsi. Stiamo solo iniziando a conoscere la complessità della cultura delle balene. La fotografia di Brian Skerry di questo giocoso giovane beluga è la prima nel suo genere. È una delle 28 immagini selezionate dagli editor di National Geographic tra le migliori fotografie di animali del 2021.

ANIMALI. ORSI–:–



Animali. Orsi

ANIMALI. ORSI

Quest’anno, mentre il mondo umano era sconvolto dalla pandemia, i mondi nascosti della fauna selvatica continuavano il proprio corso, ignari. Alcune delle immagini più mozzafiato dei fotografi di National Geographic hanno catturato le meraviglie della natura: i ritratti di Eduard Florin Niga rivelano i più piccoli dettagli e le caratteristiche di alcune tra le facce più piccole al mondo: quelle delle formiche. Jennifer Hayes e David Doubilet ci immergono nel vivace mondo del mare notturno, con un radioso pesce scatola e un piccolo carangide che scivola nel buio. La fotografia di Brian Brown di un’iridescente Euglossa viridissima, trovata nell’Amazzonia brasiliana, ci presenta una cugina tropicale dei bombi che frequentano i nostri giardini. Si tratta di uno di molti insetti amazzonici che sono stati recentemente scoperti e fotografati per la prima volta. Queste immagini ci aiutano a volgere lo sguardo lontano e trovare serenità nella bellezza e nelle complessità della vita degli animali.

L’ombra dell’essere umano, tuttavia, non è mai troppo lontana. In alcune delle più potenti immagini di animali selvatici dei nostri fotografi si percepisce una minaccia di sottofondo. Le foto di Thomas Peschak di suricati e pangolini nel deserto del Kalahari, regione hot spot del cambiamento climatico, evidenziano la loro vulnerabilità. L’immagine di Mélanie Wenger di un pinguino africano curioso a Simon’s Town, in Sudafrica, mette in luce una specie che è minacciata più del rinoceronte bianco e si stima che potrebbe rischiare l’estinzione nei prossimi 15 anni. 

Altri fotografi hanno messo in evidenza l’aiuto dell’uomo: le immagini di Brent Stirton di un custode che tiene tra le braccia un gorilla morente che ha allevato fin da quando era un cucciolo e di un pilota che porta in volo verso un santuario due scimpanzé rimasti orfani, e le fotografie di Nichole Sobecki di cuccioli di ghepardo salvati dal commercio di animali esotici venduti come animali domestici, documentano gli animali vittime di violenza e gli umani che cercano di sottrarli a terribili sofferenze. 

Il tema dominante in questa collezione, afferma Kathy Moran, vicedirettrice della fotografia di National Geographic che ha curato la selezione, è il collegamento uomo-fauna selvatica. “I nostri fotografi sono così partecipi nelle storie che raccontano da essere disposti a raggiungere i luoghi più remoti per realizzare fotografie che mostrino realtà sconosciute e condividere il mondo naturale e tutti gli aspetti ai quali dovremmo tutti prestare attenzione”.

Moran, che dopo 40 anni di lavoro presso la rivista questo mese andrà in pensione, riflette su come è cambiato il nostro fotogiornalismo sulla fauna selvatica nel corso dei decenni. “Quando ho iniziato questo lavoro, i nostri contenuti erano puramente articoli su natura e fauna selvatica”. Le foto sulle creature selvatiche hanno contraddistinto lo stile di National Geographic per anni. 

“Questi aspetti di piacere visivo e fascinazione saranno sempre necessari”, afferma Moran, “ma nel tempo mi sono resa conto che concentrarsi solo su quello voleva dire raccontare solo metà della storia”. 

Il fotogiornalismo sulla fauna selvatica di National Geographic, racconta Moran, si è evoluto, ed è andato oltre la mera osservazione affascinata dell’animale, esaminando il suo contesto e indagando sulle problematiche che lo interessano. Sempre facendo riferimento e sottolineando il lavoro dei nostri fotografi, Moran afferma che spesso il loro focus è “identificare modalità che permettano agli animali – e a noi – di avere una prospettiva futura; questo aspetto della nostra narrazione è diventato sempre più importante per me… Ho iniziato a pensare che anche la più bella fotografia di storia naturale non ha significato se quell’animale è minacciato da una serie di fattori e noi non ne parliamo”.

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Un esemplare maschio di pantera supera un ruscello con un balzo, presso il Florida Panther National Wildlife Refuge nel sud-ovest della Florida. Questi felini schivi, e raramente osservati, di cui si contano circa 200 esemplari, stanno riconquistando il territorio a nord delle Everglades, ma il loro habitat è minacciato dall’espansione urbana. A giugno la Florida ha messo in atto importanti misure di protezione per i corridoi della fauna selvatica, fondamentali per la sopravvivenza di questa specie (da “How America’s most endangered cat could help save Florida” (Il felino americano più minacciato potrebbe contribuire a salvare la Florida, N.d.T.) marzo 2021).FOTOGRAFIA DI CARLTON WARD

Le rane di vetro — piccoli anfibi che abitano sugli alberi in America Latina e devono ...
Gli embrioni di un’altra specie di rana di vetro (Nymphargus wileyi, a destra) endemica delle Ande ...

Sinistra:

Le rane di vetro — piccoli anfibi che abitano sugli alberi in America Latina e devono il loro nome alla propria pelle traslucida — sono abilissime nella mimetizzazione. La rana di vetro Manduriacu (a sinistra) è una cacciatrice da agguato: aspetta che un insetto o un ragno si avvicini, per poi sferrare il suo attacco.Destra:

Gli embrioni di un’altra specie di rana di vetro (Nymphargus wileyi, a destra) endemica delle Ande orientali dell’Ecuador, pendono dalla punta di una foglia di felce. Quando le uova si schiudono, i piccoli girini cadono nel corso d’acqua sottostante, dove continuano il proprio sviluppo (da “These see-through frogs are full of surprises” (Queste rane trasparenti sono piene di sorprese, N.d.T.) luglio 2021).FOTOGRAFIA DI JAIME CULEBRAS

I piccoli elefanti rimasti orfani presso il Reteti Elephant Sanctuary nel nord del Kenya vengono alimentati ...

I piccoli elefanti rimasti orfani presso il Reteti Elephant Sanctuary nel nord del Kenya vengono alimentati con un flacone di latte artificiale ogni tre ore circa. Prima veniva importato il latte artificiale usato anche per i bambini, ma quando la pandemia lo ha reso difficile da reperire, il personale del santuario ha iniziato a usare una preparazione a base di latte di capra, disponibile a livello locale, più economico e più sostenibile. E sembra che gli elefanti ne traggano grande beneficio (da “For Kenya’s orphaned elephants, goats to the rescue” (Le capre vengono in soccorso degli elefanti del Kenya rimasti orfani, N.d.T.) agosto 2021).FOTOGRAFIA DI AMI VITALE

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Vista dal centro di un frenetico sciame di locuste presso il Lewa Wildlife Conservancy nel nord del Kenya. Le dimensioni degli sciami possono andare da 1,3 a quasi 1.200 km quadrati, con 40-80 milioni di esemplari. Dalla fine del 2019, nugoli di locuste hanno avvolto il Corno d’Africa, divorando raccolti e pascoli, e innescando un’azione di irrorazione di pesticidi sia nell’aria che sul suolo che si è estesa su otto Paesi. Queste sostanze chimiche tuttavia possono essere molto pericolose per la fauna selvatica (da “A locust plague hit East Africa. The pesticide solution may have dire consequences” (Un’invasione di locuste colpisce l’Africa orientale. La soluzione dei pesticidi potrebbe avere conseguenze disastrose, N.d.T.) marzo 2021).FOTOGRAFIA DI DAVID CHANCELLOR

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Sinistra:

Al largo di Marsiglia, a 78 metri sotto la superficie del Mar Mediterraneo, i gamberetti unicorno fluttuano in foreste di corallo nero (il nome comune del corallo nero deriva dal colore del suo scheletro, mentre il tessuto vivo è bianco). I gamberetti sono lunghi circa 10 cm, e comunicano attraverso segnali inviati tramite il contatto delle antenne. Nel Mar Mediterraneo nelle interiora di questi animali sono stati trovati frammenti di plastica.Destra:

I nuotatori che si immergono nelle acque dell’Atlantico del nord fuggono alla vista di questa medusa, la Pelagia noctiluca, detta “medusa luminosa”. I tentacoli e tutto il suo corpo sono ricoperti di sostanza urticante. Ma un corallo nero è riuscito a paralizzare questo esemplare al largo di La Ciotat, nella Francia meridionale (da “They spent 28 days under the sea—and found another Earth” (28 giorni nelle profondità marine: la scoperta di un nuovo mondo, N.d.T.) aprile 2021).FOTOGRAFIA DI LAURENT BALLESTA

Anthony Caere, pilota del Parco nazionale dei Virunga nella Repubblica Democratica del Congo, tiene in braccio i giovani scimpanzé Felix e Mara, mentre li trasporta al centro riabilitativo per primati di Lwiro. Le famiglie di questi cuccioli sono state uccise dai bracconieri. Caere, sopravvissuto a un incidente aereo nel 2017, racconta che aiutare a salvare gli scimpanzé rappresenta uno scopo di vita per lui (da “Central African sanctuary gives hope to chimps—and their rescuers” (Un santuario in Africa centrale dà speranza agli scimpanzé – e ai loro salvatori, N.d.T.) settembre 2021).FOTOGRAFIA DI BRENT STIRTON

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Ndakasi, un esemplare femmina di gorilla di montagna, ha esalato l’ultimo respiro tra le braccia del suo custode il 26 settembre, poco dopo lo scatto di questa fotografia, a seguito di una lunga malattia. Andre Bauma e altri del Senkwekwe Mountain Gorilla Center, nella Repubblica Democratica del Congo, si sono occupati di lei dal 2007, quando fu trovata aggrappata al corpo senza vita di sua madre. Ndakasi è stata l’unica della sua famiglia di gorilla di montagna (specie in pericolo critico di estinzione), a sopravvivere a un attacco che ha avuto le caratteristiche di un’esecuzione, successivamente ricondotto ai produttori illegali di carbone (da “Remembering Ndakasi, a beloved mountain gorilla” (In memoria di Ndakasi, la nostra amata gorilla di montagna, N.d.T.) ottobre 202

  • Il salvataggio di una giraffa, una rana “trasparente”, una medusa paralizzata: gli editor di National Geographic hanno selezionato tra migliaia di immagini queste straordinarie 28 fotografie di animali.

DA NATASHA DALYFOTOGRAFIE DI (A CURA DI) KATHY MORANPUBBLICATO 23 DIC 2021, 15:35 CETAGGIORNATO 3 GEN 2022, 09:17 CET

I beluga sono animali curiosi e giocosi. Al largo dell’Isola di Somerset, nell’Artico canadese, sono stati osservati prendere dei sassi e passarseli, oppure ondeggiare con dell’alga sulla testa, portandola come se fosse una corona o una parrucca. Quasi 2.000 beluga si ritrovano qui ogni estate, allevando i piccoli e dialogando con fischi e squittii e nuotando in varie formazioni con amici e componenti della famiglia. La cultura dei beluga si basa su relazioni sociali che durano tutta la vita, e gli scienziati ipotizzano che siano una delle tante specie di balene che condividono tradizioni culturali non molto dissimili da quelle umane (da “The hidden world of whale culture” (Il mondo nascosto della cultura delle balene, N.d.T.) aprile 2021).FOTOGRAFIA DI BRIAN SKERRY

Questo giovane beluga, circondato dalla propria famiglia, scivola sul roccioso fondale marino. Dalla sua bocca sporge un sasso piatto: un “giocattolo” da passare ai propri compagni di gioco.

Gli scienziati ritengono che i beluga abbiano complesse strutture sociali: si comunicano le rotte di spostamento, usano richiami specifici, forse per comunicare la propria identità, giocano tra loro rincorrendosi, agitando la coda e compiendo salti e volteggi in acqua, scivolano sul fondale marino sfregando le superfici ruvide per grattarsi. Stiamo solo iniziando a conoscere la complessità della cultura delle balene. La fotografia di Brian Skerry di questo giocoso giovane beluga è la prima nel suo genere. È una delle 28 immagini selezionate dagli editor di National Geographic tra le migliori fotografie di animali del 2021.

ANIMALI. ORSI–:–


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Animali. Orsi

ANIMALI. ORSI

Quest’anno, mentre il mondo umano era sconvolto dalla pandemia, i mondi nascosti della fauna selvatica continuavano il proprio corso, ignari. Alcune delle immagini più mozzafiato dei fotografi di National Geographic hanno catturato le meraviglie della natura: i ritratti di Eduard Florin Niga rivelano i più piccoli dettagli e le caratteristiche di alcune tra le facce più piccole al mondo: quelle delle formiche. Jennifer Hayes e David Doubilet ci immergono nel vivace mondo del mare notturno, con un radioso pesce scatola e un piccolo carangide che scivola nel buio. La fotografia di Brian Brown di un’iridescente Euglossa viridissima, trovata nell’Amazzonia brasiliana, ci presenta una cugina tropicale dei bombi che frequentano i nostri giardini. Si tratta di uno di molti insetti amazzonici che sono stati recentemente scoperti e fotografati per la prima volta. Queste immagini ci aiutano a volgere lo sguardo lontano e trovare serenità nella bellezza e nelle complessità della vita degli animali.

L’ombra dell’essere umano, tuttavia, non è mai troppo lontana. In alcune delle più potenti immagini di animali selvatici dei nostri fotografi si percepisce una minaccia di sottofondo. Le foto di Thomas Peschak di suricati e pangolini nel deserto del Kalahari, regione hot spot del cambiamento climatico, evidenziano la loro vulnerabilità. L’immagine di Mélanie Wenger di un pinguino africano curioso a Simon’s Town, in Sudafrica, mette in luce una specie che è minacciata più del rinoceronte bianco e si stima che potrebbe rischiare l’estinzione nei prossimi 15 anni. 

Altri fotografi hanno messo in evidenza l’aiuto dell’uomo: le immagini di Brent Stirton di un custode che tiene tra le braccia un gorilla morente che ha allevato fin da quando era un cucciolo e di un pilota che porta in volo verso un santuario due scimpanzé rimasti orfani, e le fotografie di Nichole Sobecki di cuccioli di ghepardo salvati dal commercio di animali esotici venduti come animali domestici, documentano gli animali vittime di violenza e gli umani che cercano di sottrarli a terribili sofferenze. 

Il tema dominante in questa collezione, afferma Kathy Moran, vicedirettrice della fotografia di National Geographic che ha curato la selezione, è il collegamento uomo-fauna selvatica. “I nostri fotografi sono così partecipi nelle storie che raccontano da essere disposti a raggiungere i luoghi più remoti per realizzare fotografie che mostrino realtà sconosciute e condividere il mondo naturale e tutti gli aspetti ai quali dovremmo tutti prestare attenzione”.

Moran, che dopo 40 anni di lavoro presso la rivista questo mese andrà in pensione, riflette su come è cambiato il nostro fotogiornalismo sulla fauna selvatica nel corso dei decenni. “Quando ho iniziato questo lavoro, i nostri contenuti erano puramente articoli su natura e fauna selvatica”. Le foto sulle creature selvatiche hanno contraddistinto lo stile di National Geographic per anni. 

“Questi aspetti di piacere visivo e fascinazione saranno sempre necessari”, afferma Moran, “ma nel tempo mi sono resa conto che concentrarsi solo su quello voleva dire raccontare solo metà della storia”. 

Il fotogiornalismo sulla fauna selvatica di National Geographic, racconta Moran, si è evoluto, ed è andato oltre la mera osservazione affascinata dell’animale, esaminando il suo contesto e indagando sulle problematiche che lo interessano. Sempre facendo riferimento e sottolineando il lavoro dei nostri fotografi, Moran afferma che spesso il loro focus è “identificare modalità che permettano agli animali – e a noi – di avere una prospettiva futura; questo aspetto della nostra narrazione è diventato sempre più importante per me… Ho iniziato a pensare che anche la più bella fotografia di storia naturale non ha significato se quell’animale è minacciato da una serie di fattori e noi non ne parliamo”.

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Un esemplare maschio di pantera supera un ruscello con un balzo, presso il Florida Panther National Wildlife Refuge nel sud-ovest della Florida. Questi felini schivi, e raramente osservati, di cui si contano circa 200 esemplari, stanno riconquistando il territorio a nord delle Everglades, ma il loro habitat è minacciato dall’espansione urbana. A giugno la Florida ha messo in atto importanti misure di protezione per i corridoi della fauna selvatica, fondamentali per la sopravvivenza di questa specie (da “How America’s most endangered cat could help save Florida” (Il felino americano più minacciato potrebbe contribuire a salvare la Florida, N.d.T.) marzo 2021).FOTOGRAFIA DI CARLTON WARD

Le rane di vetro — piccoli anfibi che abitano sugli alberi in America Latina e devono ...
Gli embrioni di un’altra specie di rana di vetro (Nymphargus wileyi, a destra) endemica delle Ande ...

Sinistra:

Le rane di vetro — piccoli anfibi che abitano sugli alberi in America Latina e devono il loro nome alla propria pelle traslucida — sono abilissime nella mimetizzazione. La rana di vetro Manduriacu (a sinistra) è una cacciatrice da agguato: aspetta che un insetto o un ragno si avvicini, per poi sferrare il suo attacco.Destra:

Gli embrioni di un’altra specie di rana di vetro (Nymphargus wileyi, a destra) endemica delle Ande orientali dell’Ecuador, pendono dalla punta di una foglia di felce. Quando le uova si schiudono, i piccoli girini cadono nel corso d’acqua sottostante, dove continuano il proprio sviluppo (da “These see-through frogs are full of surprises” (Queste rane trasparenti sono piene di sorprese, N.d.T.) luglio 2021).FOTOGRAFIA DI JAIME CULEBRAS

I piccoli elefanti rimasti orfani presso il Reteti Elephant Sanctuary nel nord del Kenya vengono alimentati ...

I piccoli elefanti rimasti orfani presso il Reteti Elephant Sanctuary nel nord del Kenya vengono alimentati con un flacone di latte artificiale ogni tre ore circa. Prima veniva importato il latte artificiale usato anche per i bambini, ma quando la pandemia lo ha reso difficile da reperire, il personale del santuario ha iniziato a usare una preparazione a base di latte di capra, disponibile a livello locale, più economico e più sostenibile. E sembra che gli elefanti ne traggano grande beneficio (da “For Kenya’s orphaned elephants, goats to the rescue” (Le capre vengono in soccorso degli elefanti del Kenya rimasti orfani, N.d.T.) agosto 2021).FOTOGRAFIA DI AMI VITALE

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Vista dal centro di un frenetico sciame di locuste presso il Lewa Wildlife Conservancy nel nord del Kenya. Le dimensioni degli sciami possono andare da 1,3 a quasi 1.200 km quadrati, con 40-80 milioni di esemplari. Dalla fine del 2019, nugoli di locuste hanno avvolto il Corno d’Africa, divorando raccolti e pascoli, e innescando un’azione di irrorazione di pesticidi sia nell’aria che sul suolo che si è estesa su otto Paesi. Queste sostanze chimiche tuttavia possono essere molto pericolose per la fauna selvatica (da “A locust plague hit East Africa. The pesticide solution may have dire consequences” (Un’invasione di locuste colpisce l’Africa orientale. La soluzione dei pesticidi potrebbe avere conseguenze disastrose, N.d.T.) marzo 2021).FOTOGRAFIA DI DAVID CHANCELLOR

NGM Ballesta Underwater-2
NGM Ballesta Underwater-10

Sinistra:

Al largo di Marsiglia, a 78 metri sotto la superficie del Mar Mediterraneo, i gamberetti unicorno fluttuano in foreste di corallo nero (il nome comune del corallo nero deriva dal colore del suo scheletro, mentre il tessuto vivo è bianco). I gamberetti sono lunghi circa 10 cm, e comunicano attraverso segnali inviati tramite il contatto delle antenne. Nel Mar Mediterraneo nelle interiora di questi animali sono stati trovati frammenti di plastica.Destra:

I nuotatori che si immergono nelle acque dell’Atlantico del nord fuggono alla vista di questa medusa, la Pelagia noctiluca, detta “medusa luminosa”. I tentacoli e tutto il suo corpo sono ricoperti di sostanza urticante. Ma un corallo nero è riuscito a paralizzare questo esemplare al largo di La Ciotat, nella Francia meridionale (da “They spent 28 days under the sea—and found another Earth” (28 giorni nelle profondità marine: la scoperta di un nuovo mondo, N.d.T.) aprile 2021).FOTOGRAFIA DI LAURENT BALLESTA

Anthony Caere, pilota del Parco nazionale dei Virunga nella Repubblica Democratica del Congo, tiene in braccio i giovani scimpanzé Felix e Mara, mentre li trasporta al centro riabilitativo per primati di Lwiro. Le famiglie di questi cuccioli sono state uccise dai bracconieri. Caere, sopravvissuto a un incidente aereo nel 2017, racconta che aiutare a salvare gli scimpanzé rappresenta uno scopo di vita per lui (da “Central African sanctuary gives hope to chimps—and their rescuers” (Un santuario in Africa centrale dà speranza agli scimpanzé – e ai loro salvatori, N.d.T.) settembre 2021).FOTOGRAFIA DI BRENT STIRTON

Ndakasi, un esemplare femmina di gorilla di montagna, ha esalato l’ultimo respiro tra le braccia del suo custode il 26 settembre, poco dopo lo scatto di questa fotografia, a seguito di una lunga malattia. Andre Bauma e altri del Senkwekwe Mountain Gorilla Center, nella Repubblica Democratica del Congo, si sono occupati di lei dal 2007, quando fu trovata aggrappata al corpo senza vita di sua madre. Ndakasi è stata l’unica della sua famiglia di gorilla di montagna (specie in pericolo critico di estinzione), a sopravvivere a un attacco che ha avuto le caratteristiche di un’esecuzione, successivamente ricondotto ai produttori illegali di carbone (da “Remembering Ndakasi, a beloved mountain gorilla” (In memoria di Ndakasi, la nostra amata gorilla di montagn.

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